| L'ASPETTO RELIGIOSO |
|
|
ORAZIONE Ah! Per quel capo tutto trafitto dalle spine, sarebbe sede dei tesori della sapienza del Padre, fa o Gesù, che la nostra mente non lasci mai pensare alla tua passione, alla tua morte, affinché corrispondiamo a tanto amore con una inalterabile fedeltà al tuo santo servizio. |
      
      ADDOLORATA
      O Madre, sorgente di amore,
      fa' ch'io viva il tuo martirio,
      fa' ch'io pianga le tue lacrime.
      Fa' che arda il mio cuore
      nell'amare il Cristo-Dio,
      per essergli gradito.
      Ti prego, Madre santa:
      siano impresse nel mio cuore
      le piaghe del tuo Figlio.
      Dalla sequenza della Messa nella Memoria della B. Maria Vergine
      Addolorata
*** Immagine
benedetta da Sua Santità Giovanni Paolo II nel corso dell'udienza
pubblica del 17 marzo 2004, in San Pietro, Roma.
      GESU' MORTO
      O Cristo, nell'ora del mio passaggio
      fa' che, per mano a tua Madre,
      io giunga alla meta gloriosa.
      Quando la morte dissolve il mio corpo
      aprimi, Signore, le porte del cielo,
      accoglimi nel tuo regno di gloria.
      Dalla sequenza della Messa nella Memoria della B. Maria Vergine
      Addolorata
Tra passato e
presente verso il futuro Don Damiano Pacini
In tutta
l'esperienza di Dio, dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri,
non si
trova gesto e segno più sconvolgente e a noi vicino, di quello compiuto dal nostro Dio, che per
amore non solo si è fatto uomo, ma ha sacrificato se stesso, per donarci la vita,
la libertà dal peccato e dal male.
Tutta la storia della
salvezza trova il suo apice in Cristo, nel suo mistero pasquale: passione-morte-risurrezione.
Ogni anno la Chiesa
si interroga e si confronta con quello che è stoltezza per i pagani e debolezza
per gli ebrei, ciò che Dio ha scelto per confondere i potenti e i sapienti di
questo mondo: la croce di Cristo.
Non solo in ogni
celebrazione eucaristica, in ogni situazione di croce quotidiana, ma
soprattutto nel grande giorno dove domina solo il Silenzio di Dio, il Venerdì Santo, la
Chiesa trova il suo anello nuziale, la dote ricevuta in dono per le proprie nozze con
Cristo, la Croce, che da strumento di morte è per noi strumento di
risurrezione, promozione, elevazione.
Arriviamo così a
guardare a questo giorno così strano, triste, silenzioso, ma così affascinante, attraente
per chi crede, spera e ama questo Dio, pazzo d'amore per l'uomo, che pur
essendo causa del peccato (in Adamo) e bisognoso di salvezza, si rivela
spesso ingrato e lontano dal contraccambiarlo.
Accanto ai riti
liturgici, con i quali commemoriamo la Morte di Gesù, e invochiamo su noi i
meriti e i benefici di questo, si sono sviluppate lungo i secoli piccole e grandi manifestazione di
partecipazione del popolo: Via crucis, Processioni....
Anche Camaiore vive
al Venerdì Santo con impegno e suggestione, fin dai tempi antichi, la sua Triennale
di Gesù Morto, che non ha da invidiare niente a nessuno, anzi! Ho usato
il termine vive la processione, perché sappiamo che i camaioresi non si
limitano ad assistere al passaggio del palco con le sacre immagini della
deposizione, ma vi è un laborioso prepararsi con l'allestimento di ciò che fa da giusta
coreografia al rito, cioè la luminara, dando in questo modo un fascino tutto
particolare all'evento.
In molti si domandano se
questa manifestazione conservi ancora un significato religioso oppure si sia ridotta a un fatto
prettamente folcloristico. Così ogni anno c'è chi suggerisce di cambiare qualcosa, ma
cosa? Magari rendere più sobria la
processione, senza i lumini, la banda, l'afflusso di turisti che si accalcano ai lati delle strade.
E' un dilemma questo che rimarrà a lungo
irrisolto.
A mio parere credo
che anche oggi, agli inizi del terzo millennio, sussistano buoni motivi per
continuare questa tradizione.
Ecco sei valide ragioni:
1. Perché costituisce una bella sfida. In
un' era di secolarizzazione, di svuotamento di valori e principi, questa forma di
devozione permette di dare dei segnali forti, pubblici di fede.
2. Perché è un segno di identificazione di
una comunità che da sempre si è ritrovata ed è cresciuta, coltivando la
propria adesione a Cristo.
3. Perché è un elemento di continuità. La
società contemporanea tende a isolare le persone, rendendole opache ed
anonime: tutto ciò che ci da identità, ci lega a un passato e ci inserisce in
una storia merita considerazione. Questo vale anche per chi vive una esperienza di fede
diversa da quella dei propri padri, ma che ugualmente si rifa alla
stessa matrice storica.
4. Perché testimonia la fiducia nell'uomo:
c'è un popolo che attraverso l'avvicendarsi delle generazioni, si mostra
aperto al futuro e lo affronta con speranza, pronto a renderlo migliore grazie al proprio impegno e
alla propria testimonianza.
5. Perché è un' occasione per noi credenti per
interrogarci sulla croce, sulla necessità di abbracciarla e portarla
ogni giorno.
6. Infine perché è una chiara provocazione per
chi vi partecipa e per chi vi assiste: quel Gesù che preghi, che porti per le vie, lo
manifesti veramente, lo vivi in prima persona nella tua vita, nelle cose di
tutti giorni?
In definitiva anche
la Triennale di Gesù Morto ha un valore e un senso a patto che la si viva con spirito
cristiano, fede e preghiera, altrimenti, svuotata del suo significato,
sarebbe del tutto inutile: un enorme nulla, vestito e portato in giro.
Parrocchia S. Maria Assunta - Camaiore
![]()
Coro
|
La Mostra
|
carità
|
annullo
| Luminara
|
Progetto scuole
|
il cincindelloro
|
Le statue
|
Chiesa
|
Aspetto religioso
|
medaglia
|
programma
|
Storia
|
Contatti
![]()